giovedì 10 febbraio 2011

Se non ora quando?

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
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Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI CITTA’ ITALIANA

3 commenti:

monique 61 ha detto...

Ciao Dona, parole vere quelle con cui hai descritto la nostra società...Purtroppo sono solo parole e tali resteranno, perchè nonostante noi donne, tutte unite possiamo divenire una potenzialità incredibile, con risorse che neanche uno immagina," non è forse vero che dietro ad un uomo potente si nasconde sempre una donna, ed è buona parte sua il merito di tale successo?" Il nostro Paese e'fondato su base maschilista!!!E quel che peggio, noi donne non siamo unite!!! Dimenticavo, attualmente come sai, non fà fede il detto che ho citato...I fatti parlano chiaro...

Iv@n@ ha detto...

Cara Doni, oggi ci sarò in piazza a Brescia per dire basta e per credere ad una svolta per il futuro dei nostri figli e nipoti in modo che possano avere un Paese con dignità e giustizia...

la bottega del ricamo ha detto...

Ciao.. parole vere che condivido a pieno.

Se ti va vienici a trovare su

www.labottegadelricamo.blogspot.com